4 aprile 2013
Remember Me as a Time of Day
Non sono una di quelle persone che, avendo una fifa nera per il futuro, se ne va a ritroso con la memoria, analizzando ogni cosa positiva di un passato perfetto che ora non si possiede più e che quindi non si può vivere più, rigirandosela fra le dita. Mi ha sempre fatto schifo tutto, non rischio di finire come il tipo e la tipa in Midnight in Paris. Piuttosto potrei andare a ripescare un passato che non ho vissuto - anche se, se uno vuole tornarsene indietro è perché non l'ha vissuto abbastanza bene per finirla lì, e non perché uuuh che bello lì si che ero felice ma che cazzo dici, mica lo sapevi che eri felice in quel momento - ma lì sarebbe veramente rischioso, non proprio un bell'affare. Oggi sono stata malissimo e non ho avuto proprio paura del futuro, l'ho proprio rifiutato, tanto mi facevano - e mi fanno, ma Richie Tenenbaum e gli Explosions in the sky mi hanno calmata un po' - schifo passato, presente e quell'accenno di futuro che mi si prospetta. Tutta merda. Vorrei tornare indietro alla mia adolescenza di merda per potermi rinchiudere nel mio 'studio' al pianterreno, con i miei giochi, i libri, i fumetti, i cartoncini e i gessetti, la chitarra, gli spartiti, lo stereo, l'armadio bianco, le due scrivanie, la sedia rossa con le rotelle, ed ecco che non mi ricordo più niente dell'unico posto in cui mi sia mai sentita in pace. Mi sento un po', un bel po' adolescente nel mio essere evitante a tutti i costi. Oggi sono stata veramente un sacco male, ma un sacco proprio.
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