9 maggio 2013

disagiati

credo che si tratti di una gara a chi è il più disagiato, a chi ha le fisime più particolari, a chi è riuscito a inventarsi il personaggio migliore calcando certi tratti negativi del proprio carattere (negativo è negativo, non si discute). non si tratta più di tendere quanto più possibile al divino, di cercare di essere quanto meno di peso per le persone che abbiamo la fortuna di avere attorno (quanto più ti dici 'disagiato', tanto più sei fortunato ad avere dei satelliti), di accettare con serenità che tutti abbiamo dei problemi - più o meno grandi - e delle caratteristiche negative e che proprio queste cose ci rendono persone e normali (qualcuno l'ha chiamata armonia). potrei snocciolare tutte quante le mie fissazioni e fare finta che siano patologie, ma cosa cambierebbe? attenzione a chi confonde la celebrazione dell'imperfezione umana con uno dei più ridicoli modi di attirare l'attenzione! siamo tutti malati, siamo tutti strani, siamo tutti brutti, siamo tutti ignoranti. c'è chi vuole rimanere così e girare un film mentale e socialnetworkiano sulla proprio mirabile vita artistica maledetta da sociopatico asessuale/ipersessuale che nessuno ricorderà perché insignificante e miserabile e pieno di astio vuoto (ricordatevi: siamo tutti uguali!), e chi invece sa tutto questo e altro ancora ma si fa una cagatina in pace pensando a quanto è bello tutto quanto soprattutto perché può sperimentarlo, prima di raccontarlo, e se proprio lo ritiene necessario, e non il contrario.
tutto ciò per dire che sono stanca di tutte queste persone brutte ed egoiste.

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