Questi giorni sono stati molto tristi perché non avevo un felice e reale (cioè vivo, con le gambe) motiv-o/etto che mi spingesse a svegliarmi la mattina con un minimo di curiosità e voglia di fare x: mi ero veramente stancata - non che sia una novità -, ma non ero arrabbiata con la vita, disperata, o tipo con le vene che schizzavano sangue invece di ragnatele. Ero 'BOH'.
Oggi poi sul treno ero ancora più abbacchiata perché era quasi buio e quindi i finestrini erano diventati degli specchi e quindi non è che potessi fare la voyeur e poi davanti a me c'era una coppia abbastanza bruttina, quindi AH, disagio. Stavo ascoltando Exit music (for a film) quando durante la parte finale (da "we hope that you chocke") si sono spente le luci e - stavamo quasi a Nuovo Salario - ho visto finalmente il panorama. Per poco, sì, perché poi, appena arrivati alla stazione (appena finita la canzone), le luci si sono riaccese. Però me lo ricordo bene l'ultimo strato rosa dell'orizzonte ed è stato molto bello, perché poi è diventato tutto nero per davvero, e anche perché poi ho optato per fare finta di dormire
ma poi mi sono stufata.
Poi ho capito Creep e la coppietta davanti a me è diventata un po' più carina, e non perché prima fossi invidiosa o scemenze simili, ok? Con "what the hell am I doing here? I don't belong here!" io ho sempre inteso che 'Thom' si stesse riferendo al fatto che in quel momento si trovava incastrato in un budino di babbei insensibili, che non lo capivano, al contrario della sua bella, che gli mancava molto. Oggi - anche se è da un po' che ci penso - ho capito - e magari non ci sono arrivata comunque, al senso, sempre che esista - che quella canzone è per chi si sente tutto-tutto un budino, anzi, una gelatina e per giunta al limone, inadatto, troppo babbeo per la propria bella. Cioè non è che io ipotetico voglio→posso costruire un ponte per raggiungere la bella, lontana da tutte le cose brutte in tutti i sensi. Io non posso fuggire le mille cose brutte che sono dentro di me e fuori di me, e io non posso fare niente e non posso stare accanto alla mia bella perché non c'entro niente, non posso stare nella sua orbita, non si fa.
Poi ho pensato anche che tutte le cose belle sono marroni: la nutella, la cacca, la terra, la corteccia degli alberi, la barba come piace a me, il caffè, le porte di casa mia.
Domani mi sveglierò per stare con chi non mi fa sentire un budino al limone, per provare a cantare come Thom Yorke, per tagliarmi i capelli come lui, per abbinare luci e canzoni, per fare il giochino A ogni fermata del treno, un ottimo figo, per stare nella carrozza centrale, dove i finestrini hanno le dimensioni di un quadro (cornice 30x90? io e il senso delle misure) e il paesaggio da Monterotondo a Settebagni è un bellissimo soggetto per quadri del genere (eh???), per leggere tante cose e per sentirmi serenamente stupida, perché oggi a greco mi sono sentita stupida da morire, ma non senza speranze, come in questi giorni. Il fatto è che ci sono delle cose che non mi sono chiare: la felicità viene da fuori o da dentro? E perché più un libro di grammatica greca è nuovo e più fa schifo? Perché non vale anche con le lingue, cioè perché più una lingua è sintetica più è considerata evoluta e bellixxima dai linguisti? Ma che cazzo significa? Perché ora come ora possiedo il sapere di un acaro e l'ingenuità di Dawson Leery? Io boh, me ne andrei a funghi.
2 commenti:
conosco una montagna dove i funghi escono davvero come funghi! C'andiamo insieme?
Comunque, sarò ripetitiva e blablabla, ma ti capisco pixx cara. E più passano gli anni, meno il greco è considerato. Tristezza.
"Domani mi sveglierò per stare con chi non mi fa sentire un budino al limone", trovo che questo sia uno dei tanti sensi dell'amore.
Un bacio
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