17 ottobre 2011

Cose che mi piacciono (credo pt.I)

[da leggere preferibilmente con questa in sottofondo]
Ho pensato una vita cambiata, ho immaginato di passeggiarla insieme.
Mi piace progettare cucine, soggiorni, giardini,
pub, lampioni e strade, prima di dormire.
Mi piace immaginare di fare spesa insieme a chi mi fa star bene e fare merenda seduti su un muretto vicino la spiaggia (di Bari, magari) o su una panchina del parco, cambiare il colore allo smalto in base al mio umore e quando non ne posso più coprire tutto con lo smalto nero sperando di coprire anche tutto il resto e mettece 'na pezza sopra.
Mangiare tanto, tanto tanto tanto, mi piace tanto. Stanno cominciando a piacermi i pomodori secchi e lo stracchino, che ho sempre odiato. Niente riesce a mandarmi in estasi quanto un piatto di purè o un pranzo preparato molto alla buona con una mia amica, e arrotolare pomodori secchi a mò di involtino mentre la ascolto sfogarsi. Mi piace il caffè, molto zuccherato. E pensare che da piccola non volevo berlo, non tanto perché non mi piacesse, ma perché avevo paura che un dì avrei partorito dei figli negri (???). Poi non ho continuato a berlo perché sapeva di cattivo, non so se mi spiego, proprio di sbagliato e malvagio. Ora mi piace abusarne, mi da l'illusione di essere forte e appagata, un po' come quando abusavo del tuo tempo, sempre poco (per me) e sempre lento nel suo piattume.
Mi sto innamorando dei posti in cui mi piacerebbe portarti o essere portata per la prima volta con te, non da te ché è veramente inverosimile. Forse non è giusto cercare mete e sognare viaggi, ma mi piace farlo, e conservare le foto in una cartella con un nome banale: "posti". Preferisco storie d'amore per i posti, piuttosto che storie d'amore nei posti. Almeno i luoghi non cambiano tanto, le persone sì, e nel peggiore dei modi. E i posti rimangono sempre lì, ad aspettarti.
Mi piace leggere prima di andare a dormire, qualsiasi cosa, anche i volantini. Ora sto leggendo Madame Bovary, ma una sera mi sono addormentata leggendo un giornalino che mi hanno dato allo Sziget, ed era tutto in ungherese! Mi piace appuntarmi le frasi che mi vengono in mente, e di solito balzano fuori prima di prendere sonno, così le ripeto a mente finché non sono sicura che la mattina dopo me le ricorderò.
Scarico film a manetta ma non li vedo mai. Questo non mi capita con i libri. Mi è successo solo una volta con Edgar Allan Poe: ho comprato I racconti del terrore e l'ho riposto vicino ai suoi compari ad aspettarmi. Ecco, anche i libri aspettano.
Mi piacciono i racconti di paese, le storie antiche, semplici, che non interessano a nessuno (a proposito, Bar Sport è un film eccezionale) ma che sono così belle e chiare, sanno di lenzuola bianche ♥ stese in terrazza, la terrazza di mia nonna o di Graziella, con la vista sul porto, che se ti metti in punta di piedi vedi Maritalia, ma che la vedi anche senza metterti in punta di piedi perché nella mia visione placida non ci sono i palazzi ad occupare la vista del paesaggio.
E mi piacciono anche i detti che tira fuori mia madre. Un giorno li scriverò tutti. Mi piacciono i dialetti, tutti i dialetti meridionali.
Mi piace pensare che un giorno sarai finalmente tu a parlare, e di quello che ti piace. Che io non sono più ciò che ti piace lo so bene. Mi piace pensare che a qualcuno piacciano le stesse cose che piacciono a me, così mi sento meno sola e raffreddata.
Mi piace scrivere fino a tardi, però domani dovrò andare all'uni anche se è previsto The day after tomorrow. Non mi piace la pioggia, no. Voglio solo gelo.

2 commenti:

treble7cref ha detto...

e a me piace tanto questo post e come scrivi! :D

Jacqueline ha detto...

Grazie Fedeeee ♥