
E se la mia stanza fosse uno di quei quadratini dorati? Se avesse un balcone, con le tende leggere, color panna? Se quella sera lì avessimo mangiato di nascosto in camera e avessimo tenuto tutta la notte le porte del balcone aperte, per far arieggiare la stanza? E se la notte non fossimo riusciti a prendere sonno e le tende ci avessero rapito e posato con le loro lunghe braccia fuori, avremmo parlato e fumato fino all'alba, seduti per terra, circondati da cicche e sorrisi negli occhi? La mattina dopo ci saremmo comunque alzati, imbacuccati e diretti a Montmartre, e io non avrei vomitato, finalmente?
[La prima e unica volta che sono andata a Parigi, per il ponte del 25 aprile, ho vomitato tutta la notte. Credo sia stata colpa del tonno. Mishtero!]
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