ti spezzano.
La cattiveria che dici di me, la canzoni profanate per sempre, quelle cantate insieme, sostituire la tua presenza con un bicchiere di birra, sforzarmi di accettare la realtà, che tu sia irrimediabilmente perduto, di accorgermi che mi prendo in giro da sola se credo che tu possa essere in qualche modo più salvifico di una chiara doppio malto.
Fare colazione a mezzogiorno, pranzare alle 15, cenare chissà quando.
La gente che non capisce l'utilità della linguistica, la mia Madre Terra.
Digrigno la mia disistima
fino a rovinare lo smalto dei miei sogni
che però non si spezzano.
1 commento:
e non s'hanno da spezzà u.u
Posta un commento