Ieri, quando sono andata dal dentista a Tor Lupara - che poi, mamma mia, è sempre la stessa, come l'avevo lasciata e la lascio ogni volta che torno a casa dopo il Blue pub, è sempre lì uguale, grazie a Dio, è come una certezza, che c'è qualcosa che rimane veramente com'è, non per forza bello, mentre invece io cambio, ho la prova tangibile che cambio ogni giorno e che divento più bella bella e grande grande, come dicono le vecchiette di Peschici - c'era un sole gaio gaio, e ho pensato a quando andiamo in spiaggia a Manaccora e mettiamo il parasole sul vetro anteriore per non scottarci le mani sul volante, quando invece di questi tempi è l'unica cosa che vorrei, scottarmi le mani e tutto il resto.
Oggi ringrazio il cielo per i pini marittimi e il ginseng, per il flauto dolce e per le figurine di Sailor Moon attaccate alla custodia della diamonica, per le chiacchierate al telefono mentre metto il tè in infusione, per la mamma con i capelli bagnati e profumosi.

grazie anche per gli alberi cattivi e per le loro mani da strega.
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