30 maggio 2012

Tra il tragicomico e il bellissimo

Nulla da dire, se non che non è vero che se mangi un frutto per la prima volta devi esprimere il desiderio e che se non si avvera significa che il buon dio ha in serbo qualcosa di migliore. Per esempio, sto aspettando ancora che arrivi l'occasione giusta, ché lo so che cercarla e dare una mano al destino non serve, dopo essere stata dimenticata per la terza volta dalla mia psicologa, dopo aver aspettato per 40 minuti il via salaria sotto il sole cocente e accanto a un vecchio ciccione zuppo di sudore e d'un profumo da quattro lire, dopo essere andata in lavanderia e aver aspettato che la signora finisse di stirare la giacca, che mentre tornavo a casa rischiava di volare sulle macchine e avevo il pantalone che si ficcava sotto le scarpe e ho rischiato veramente la vita, credo. Molte case a Monterotondo hanno i muri color tuorlo cotto - che secondo la tabella dei colori è un crema/pelle - e i vasi di terracotta e veramente, veramente a volte sembra un paese normale.
Ciò che mi dà speranza è il fatto che io ora stia a ricordare i volti della signora della lavanderia, della figlia e della nipote, che è molto carina e ciarliera, che sulle etichette dei panni appesi non c'era nemmeno un cognome che conoscessi, che mi pare che alla radio ci fosse una canzone di Tori Amos. E sto qui a ricordarmi di una tal Federica della loro conversazione e che l'altro nipote volesse un gioco con due macchinine. C'è qualcuno che potrebbe ricordarsi di me allo stesso modo.

Però le mie strane fobie voglio tenermele tutte.

1 commento:

treble7cref ha detto...

te le devi tenere! <3