12 giugno 2012

Inconcludente ricerca del tempo perduto

Quando ti metterai in viaggio per Itaca
Improvvisamente
o dopo essere passata attraverso vari stadi, varie vite passate, cerchi di fuoco, porte e prove
comunque
mi si è palesata una verità
ed è LA verità, non mia ma universale
non da imporre a tutti, non scomodo nessuno
mi è stata imposta, mi è stato amorevolmente richiesto di accettarla
ecco, non sono stata mai scelta
non sono mai stata scelta per me
per quello che sono
non sono stata scelta nemmeno per quello che avrei potuto essere, da mia madre
non sono la prima scelta, il primo pensiero
non sono la priorità
non sono l'eccellenza
non sono il dio, il modello
non sono niente
non sono niente per nessuno e non lo sono mai stata
io sono quello che gli altri pensano, cioè niente.
io sono quando gli altri mi pensano, e fluttuo in cerca di forme che gli altri scartano puntualmente
credo di non meritarmi un posto in questo mondo, non merito di volerlo perché non mi è richiesto un apporto, la mia presenza, la mia faccia.
non per la storia dell'umanità, ma per quella dei miei cosiddetti amici, della mia cosiddetta famiglia, per la gente che incontro per strada, sull'auto, in biblioteca, nei locali.
nessuno ricorda, nessuno gioisce, nessuno ringrazia, nessuno lotta, nessuno ha fede
per me.
tutto quello che faccio s'incenerisce
tutti inceneriscono quello che faccio
per loro.
ebbene, sono gooby.
va bene così, va bene, è tutto ok.

Anche l’atto così elementare che chiamiamo “vedere una persona che conosciamo” è, in parte, un atto intellettuale. Riempiamo l’apparenza fisica dell’essere che vediamo con tutte le nozioni che possediamo sul suo conto, e nell’immagine totale che ci rappresentiamo, queste nozioni hanno certamente la parte più considerevole. Finiscono per riempire così perfettamente le gote, per seguire con un’aderenza così esatta la linea del naso, si incaricano così bene di sfumare la sonorità della voce, come se questa fosse un involucro trasparente. che ogni volta che vediamo quel viso e sentiamo quella voce, sono proprio quelle nozioni che ritroviamo e che ascoltiamo.

2 commenti:

treble7cref ha detto...

sai, io e te, cara amica di pixels, non ci vediamo tanto ma ci leggiamo di più. E ogni volta che ti leggo ti vorrei abbracciare, perché ti capisco soré! Il caro vecchio, ultracitato e ormai radical chic Friedrich diceva che quello che amiamo negli altri sono solo le nostre speranze.
Beh sai che c'è, per me sei tanto e non niente, e di speranze ne ho poche in te, perché ho più certezze! Per di più, ho il vago sospetto che pure tutti gli altri tuoi caVi la pensino come me.

te capì? quindi basta piagnersi addosso, pure te shcuot't'!

Jacqueline ha detto...

mi cago in mano e mi prendo a schiaffi.
grazie, amikapixi!!! ♥♥♥