Avevo letto da qualche parte "Non si dimentica, si sostituisce".
E sul water, puntualmente, mi sono immaginata accarezzarti la fronte al tuo funerale. Ci ho uccisi voltandomi? Stiamo continuando ad ucciderci insieme? Ci colleghiamo alla stessa ora e il nostro dolore affetta pian piano, una ad una, le pareti di aria e cemento che ci separano? O sono solo io?
E sul water, puntualmente, mi sono immaginata accarezzarti la fronte al tuo funerale. Ci ho uccisi voltandomi? Stiamo continuando ad ucciderci insieme? Ci colleghiamo alla stessa ora e il nostro dolore affetta pian piano, una ad una, le pareti di aria e cemento che ci separano? O sono solo io?
Una cosa non capisco: come faccia la tua faccia a essere ovunque. Due: come abbia potuto la nostra storia modellare tutta la faccia dell'universo. Tre: che se ti sostituisco tu rimarrai sempre il primo, in cima, al tuo posto, ma che non è tuo di diritto, non è giusto, non sei quello giusto, perché non sei ancora venuto a mancare, purtroppo.

2 commenti:
uno dei verbi più difficili, cara.
g.
Ti sembrerà così, finché qualcuno non lo sostituirà. Qualcuno che ti farà sorridere di più. Perché lui sarà pure stato il primo. Ma poi arriverà un altro primo in altro. E quindi avrai tanti piedistalli da riempire. Le immagini che vi porrai sopra prenderanno sempre più luce e si schiariranno, mostrando solo la parte più bella, e sarà quella che ricorderai, perché il dolore quand'è lontano sembra sciocco.
Non sostituire, aggiungi, e vedrai che nel mucchio i brutti ricordi non saranno che granelli di sabbia :)
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