24 marzo 2012

Concrete gold

Come il mattino delude i suoi fiori facendosi pomeriggio

perché ci accadono momenti d’estasi e poi l’uccello precipita nell'assurdo

e quando candido il soffione appare sullo stelo del tarassaco è tempo di soffiare

Siamo nati sotto le fronde dei gelsi da cui cadono le gracule della follia

Corvi neri come nubi di carta bruciata che scorrono nei cieli

e il vento, il vento si nasconde nel cavo d’un tronco e mi fa un fischio

su un altro remoto tratto di costa, dakini in bikini, e c'era luce dove c'era carne

Oh, ascolta la voce del mare, figlio mio

in noi c'è un pesce che ascolta il protratto Om dell'oceano che va chiudendosi in sé e ne rimanda l’eco

O famelico sé

Cercando cibo + mio padre compii tre anni in una cucina vuota, esplorando libri di ricette scritti da maschi

in seguito mi dedicai al camminare e intrapresi passi che correggessero le mie precoci asinerie con l'unico risultato di aumentare la mia fame

E “nel mezzo del cammin” di mia vita mi imbattei in me stesso “in una selva oscura” e ho riso + pianto + vissuto + sono morto e non ho capito niente

Tempo viandante si liquefà nell’eterno (la mente viene e va)
lavati le orecchie con la neve!

Cos'è quello strano struggimento quando passo sotto le case dalle finestre illuminate nella notte? Solitudine accende la sua lanterna

Mi chiedo dove davvero sia quella fonte di gioia interiore mentre fuori tutto muore nella notte carbone.
La fonte è la vita stessa.
La fonte è il sole.
La fonte è la luce.

Lawrence Ferlinghetti

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